Sono Lucia, ho accolto con poco
piacere in casa mia la SLA
circa 3 anni fa.
All’inizio è stata dura da
accettare, capire giorno dopo giorno quello che stava succedendo e quello che
stava cambiando nella normalità di una famiglia qualunque.
Da qualche parte, non so ancora
bene dove, ho trovato la forza di affrontarla ed iniziare a sopravvivere. Non
tutti i giorni sono semplici da trascorrere, ma quella che sembrava
d’improvviso una vita ormai senza senso, è diventata giorno dopo giorno una
missione di vita.
Non sono io la persona malata, mi
sarebbe complicato oggi scrivere con tanta facilità…
Ma sono diventata la sua voce, le
sue mani, le sue gambe….
Quello che mi piacerebbe riuscire
a trasmettere è la forza…che io non capacito di avere, ma che tutti mi attribuiscono.
La forza di prendere in mano questa condizione, capirla, accettarla e imparare
a conviverci.
Vorrei condividere la mia storia
con altre persone che vivono come me questa dura nuova realtà, oltre che tutte le
cose che ho imparato negli anni, teoriche e pratiche, nella speranza che la mia
esperienza possa essere di aiuto a qualcun altro.
La Sla è una malattia conosciuta, ma non del tutto
purtroppo ancora. Non esiste una cura, non esistono terapie da poter fare che
rallentino il decorso. L’unico farmaco in commercio conosciuto, ha scarsa
efficacia.
L’unica medicina che sicuramente
è efficace in queste situazioni è l’amore.
L’amore e la cura che i familiari
possono dare al proprio malato, secondo me, è la medicina migliore.
Io mi rivolgo a tutte quelle
persone che vogliono stare vicine ai propri malati con amore, a tutte quelle
persone che vogliono prendersene cura al meglio e non sanno come farlo, a tutte
quelle persone che sanno con certezza che i propri malati vogliono continuare a
vivere in maniera dignitosa la propria vita!
Spesso capita che ci sia
disinformazione, che non ci sia un’adeguata organizzazione per questi pazienti
particolari, che manchino le risorse per prendersene cura in maniera adeguata.
Io sono una ragazza normale, che
ha lasciato il lavoro per prendersi cura del proprio malato, e faccio parte di
una famiglia normale. Grazie all’aiuto di persone qualificate che ci hanno
insegnato come affrontare questa situazione, abbiamo imparato a gestire le
varie situazioni, a conviverci, a prenderci cura in modo giusto del malato e
cosa non da poco, a continuare a vivere la nostra vita.
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